Audit
Guardiamo il sito attuale con i dati in mano: cosa porta traffico, cosa converte, cosa è rotto e cosa ranka.
Ne esce l'elenco di ciò che si tiene e di ciò che si rifà. Nero su bianco, prima di toccare il design.
Rifare tutto da capo è la scelta facile. È anche la più cara e la più rischiosa per il posizionamento che avete già. Guardiamo cosa regge e cosa no, poi rinnoviamo look e prestazioni senza buttare via il ranking guadagnato in anni.
Questa pagina è per chi ha già un sito e vuole rimetterlo in forma, non per chi parte da zero. Se dovete costruire un sito nuovo dalle fondamenta, quello è lo sviluppo. Qui si lavora su ciò che esiste: si tiene quello che porta risultati, si rifà quello che frena.
Il rischio più caro di un rifacimento è invisibile: si rifà tutto bello e il traffico organico crolla, perché sono saltati URL, struttura e segnali che Google aveva imparato a premiare. Prima di toccare il design misuriamo cosa regge, cosa converte e cosa ranka. Poi rinnoviamo estetica, velocità e usabilità senza perdere il posizionamento.
Ne esce un sito più veloce, più chiaro da usare e coerente con il brand di oggi, con i redirect a posto e le prestazioni sotto controllo. Lavoriamo così dal 2011, su oltre 300 progetti, con una squadra sola che fa strategia, design e sviluppo.
cosa comprende
Se fatto male sì, è il rischio numero uno di un restyling. Per questo mappiamo i vecchi URL sui nuovi con i redirect giusti e teniamo la struttura che Google premia. Fatto bene, il posizionamento non si perde, spesso migliora.
Dipende da quante pagine e da quanto è messo male l’attuale. In genere qualche settimana: prima l’audit e la nuova struttura, poi design e sviluppo. I tempi ve li diciamo dopo aver guardato il sito, non prima.
Se le fondamenta reggono e il sito ranka, il restyling costa meno e rischia meno. Se la base è vecchia o rotta sotto, conviene ricostruire. Ve lo diciamo dopo l’audit, anche quando la risposta ci fa fatturare meno.
Solo dove serve. Teniamo i testi che portano traffico e riscriviamo quelli che confondono o che sono rimasti indietro. Non si butta quello che già funziona.
Guardiamo il sito attuale con i dati in mano: cosa porta traffico, cosa converte, cosa è rotto e cosa ranka.
Ne esce l'elenco di ciò che si tiene e di ciò che si rifà. Nero su bianco, prima di toccare il design.
Rifacciamo estetica, struttura e contenuti dove serve, sul brand di oggi e su una navigazione più semplice.
Teniamo l'alberatura che Google ha già imparato, così il posizionamento non riparte da capo.
Mappiamo i vecchi URL sui nuovi, sistemiamo redirect, velocità e SEO tecnica, poi mandiamo online.
Controlliamo posizionamento e prestazioni dopo il lancio. Il sito è nuovo, il ranking resta.
Diteci qual è il sito e cosa non vi torna. Guardiamo cosa regge, cosa frena e cosa rischiate a rifarlo. Ne esce un piano chiaro, prima di spendere un euro in sviluppo.
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